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Archive for agosto 2011

“Nei primi giorni d’estate, Agostino e sua madre uscivano tutte le mattine sul mare in pattino. Le prime volte, la madre aveva fatto venire anche un marinaio, ma Agostino aveva mostrato per così chiari segni che la presenza dell’uomo l’annoiava, che da allora i remi furono affidati a lui. Egli remava con un piacere profondo su quel mare calmo e diafano del primo mattino e la madre, seduta di fronte a lui, gli discorreva pianamente, lieta e serena come il mare e il cielo, proprio come se lui fosse stato un uomo e non un ragazzo di tredici anni.”

“Agostino” di Alberto Moravia

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Ecco il solleone!

SOLLEONE: Periodo dell’anno compreso tra il 23 luglio eil 22 agosto in cui il Sole si trova nella costellazione del Leone.

Parola usata per indicare la cocente calura estiva, detta “Canicola”, la stella pìù luminosa della costellazione del Cane maggiore, stella che tra metà luglio e metà agosto sorge e tramonta col Sole.

Dice un proverbio: “quando inizia il solleone, prendi i libri e mettili in un cantone”.

Quindi in questi giorni di afa gli studenti dai compiti sono esenti!

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Per l’economia mondiale è stato un giovedì nero.

Una Caporetto la caduta libera delle borse d’Europa e d’America. Con il panico a Piazza Affari, -6%.

Anche l’America perde una A di rating. La disoccupazione sale e i consumi sono in posizione di stallo.

Tagliate le stime di crescita globale. E questo blocca ogni investimento.

Assente un Governo economico europeo per manovre comuni. Solo un Fondo salva Stati.

E il giorno dopo il giovedì nero sembra che il mitico “villaggio globale” si sia svegliato un po’ più piccolo e fragile.

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La ricchezza dei limoni

… “Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi 

fossi dove in pozzanghere 

mezzo seccate agguantano i ragazzi 

qualche sparuta anguilla:

[…]

qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza 

ed è l’odore dei limoni.” …

Eugenio Montale, da “I limoni”.

Ps: i limoni della foto sono freschi, freschi… Ripresi pochi giorni fa in un viottolo assolato e silenzioso di Capri. Lì ho percepito la ricchezza semplice e contagiosa dei limoni. Es.

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FERRAGOSTO: Dalla locuzione latina Feriae Augusti, ovvero “riposo di Augusto”, indicava la festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. per celebrare, insieme ad altre feste dello stesso mese, i raccolti e la conclusione dei principali lavori agricoli.

Il 15 agosto coincide con la festa cattolica dell’Assunzione di Maria, l’ascesa al Cielo della Madre di Gesù.

Tradizionalmente è un giorno dedicato alle gite fuori porta, specie in località marine o montane in cerca di refrigerio. Momento topico il pranzo che, nonostante il caldo, prevede portate importanti come la pasta al forno, la grigliata o la frittura, senza dimenticare il trionfo finale di anguria. Il “Pranzo di Ferragosto” è raccontato in modo delicato e  riflessivo nell’omonimo film di Gianni Di Gregorio, 2008, premiato a Venezia e con David di Donatello e Nastri d’argento, divenuto un cult per il cast di attrici al loro esordio cinematografico in non più tenera età, che rendono questa commedia scanzonata e vivace una vera chicca ferragostana.

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“San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.”

Giovanni Pascoli, da “X agosto”.

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“Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro,

era rimasta solo la bellezza, e tu

te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.

L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,

il darsi agli altri, troppo allegri sguardi

che chiedono la loro pietà! Così

ti sei portata via la sua bellezza.

Sparì come un pulviscolo d’oro.”

Pier Paolo Pasolini, da “Sequenza di Marilyn” (sceneggiatura del film “La rabbia”, 1962-63).

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“Restano nella memoria i crostacei mangiati crudi con il succo dei limoni dei pescatori di Gallipoli; il sole e l’estate; i campi mietuti, gli uliveti e i muri di pietre grigie che delimitavano i confini delle masserie che, intorno, avevano grandi spazi. […] Le torri di guardia lungo quel mare profondamente azzurro mi facevano sognare che in qualcuna sarebbe stato bellissimo passare un’estate. Ma anche tutta la vita, che non sarebbe stata dura con quel mare davanti, con quel retroterra di frumenti ed ulivi. Lì con un centinaio di libri, un bell’orto, un piccolo frutteto con aranci e mandarini.”

Mario Rigoni Stern, da “Stagioni”.

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