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Archive for 18 aprile 2011

“Il calligrafo” di Todd Shimoda (2004 – edizioni Tea)

E’ un romanzo che si muove su tre piani temporali differenti, con tre storie unite dallo shodō, l’arte giapponese della calligrafia. Ed ecco la vera sorpresa di questo libro. Ci sono pagine (illustrate dalla moglie dell’autore) in cui la bellezza degli ideogrammi lascia senza fiato per come un tratto di inchiostro possa raccontare tanto e in modo così armonioso e silenzioso.
E scopri, per esempio, che un tratto ascendente e che ridiscende per arrotolarsi su se stesso significa “è possibile fermarsi scendere per vivere”. Un tratto per un nostro concetto. O che una linea concava sovrastata da un punto dice “nelle tue mani riposerò qui”. O ancora, che un cuore capovolto con un’onda verticale nella parte inferiore racconta  “lo conosco mi piace lo amo da anni e ancora mi si scioglie il cuore”.
Ai margini laterali delle pagine, appunti di calligrafia e, altra sorpresa, di neuroscienze. Perché una pietra contenente inchiostro non è nulla se non in quanto accumulo d’uso, come i nostri processi sensoriali.

Più di un libro, un cammino in punta di pennello.

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